Delegazione Coldiretti alla Conferenza Europea sull'energia Fotovoltaica - 2007-09-07

La produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta una delle nuove frontiere dell’attività multifunzionale delle moderne imprese agricole. Lo sa bene Coldiretti Parma che, con il proprio sportello unico sulle energie rinnovabili, è stata pioniera in questa materia, promuovendo studi, ricerche ed azioni per informare, coordinare e organizzare le proprie imprese, alcune delle quali si sono già attivate con impianti per la produzione di energia ricavata dall’attività agricola.
Per essere sempre all’avanguardia e conoscere le novità in questo campo anche a livello internazionale, una delegazione di Coldiretti ha partecipato nei giorni scorsi ad alla 22° Conferenza ed Esposizione europea sull’energia solare fotovoltaica, Fiere di Milano.
L’energia solare è sicuramente un’opportunità – commenta Coldiretti – ma gli impianti sono ancora troppo costosi per poterne avere una diffusione su larga scala.
Con il nuovo Conto energia, varato dal Ministero dell’Ambiente, si garantisce per un periodo di 20 anni un incentivo costante per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici connessi alla rete, ma i tempi di ritorno dell’investimento si aggirano sui 12 anni e questo rappresenta un tempo troppo lungo di mancato guadagno.
Le potenzialità che l’agricoltura può offrire in questo settore ci sono, – evidenzia Coldiretti - basti pensare che su un fabbricato rurale con una superficie coperta di 200 metri quadrati con esposizione a Sud, ci possono stare 25 pannelli da un chilowatt l’uno, generando l’energia necessaria ai bisogni di 8 famiglie. Tuttavia, quello che frena gli imprenditori agricoli – precisa Coldiretti – è l’investimento iniziale, che oscilla fra i 5.000 e 7.000 euro a chilowatt a seconda delle dimensioni e tecnologie dell’impianto. Un investimento –prosegue Coldiretti – troppo gravoso soprattutto in un periodo in cui il settore agricolo si trova in una fase di grave crisi strutturale, con forte concorrenza estera e con la parte commerciale della filiera che sempre più comprime i prezzi all’origine per i nostri prodotti e tende ad alzarli al dettaglio, deprimendo così i consumi.
Per liberare tutte le potenzialità che l’agricoltura può mettere in campo, sono quindi necessari – conclude Coldiretti – una serie di strumenti a partire dai certificati verdi previsti dal protocollo di Kioto, dalla sburocratizzazione e snellimento procedurale, e maggiori risorse da destinare al settore delle energie alternative, sempre più strategico e utile per il nostro paese. 


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