Rinnovabili Bonino Chiarisca su incentivi - 2007-09-20

BRUXELLES - La Commissione Ue, sul fronte delle energie rinnovabili, deve chiarire cos'e' incentivo e cos'e' aiuto di Stato, tenendo conto che ''senza un forte sostegno non si sviluppano nuove tecnologie''. Il ministro per le politiche comunitarie, Emma Bonino, lo ha chiesto con forza a Bruxelles, consegnando un documento che riassume la posizione italiana rispetto al progetto europeo di portare al 20% la quota di energia rinnovabile.
''Un obiettivo molto ambizioso - ha detto Bonino - se si considera che oggi in Italia siamo circa al 7%. E che stimiamo di raggiungere un potenziale massimo di 20,87 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, vale a dire una percentuale di rinnovabili del 15-16%, considerando gia' gli obiettivi di risparmio energetico''. ''Bisogna vedere proprio cosa si decidera' di fare sul fronte degli incentivi'', ha quindi spiegato Bonino, sottolineando come ''sara' un negoziato duro. Ma i commissari all'energia Piebgals e quello alla concorrenza Kroes stanno gia' lavorando alla questione''. Anche perche' ''se non si chiarira' la questione incentivi-aiuti di Stato si avra' molta confusione e si avranno molte procedure di infrazione''.
Sia chiaro - ha aggiunto ancora il ministro - che ''l'obiettivo del 20% di rinnovabili fissato dall'Ue deve essere ripartita sulla base dei potenziali nazionali. Dunque, non 20% per tutti gli Stati. Perche' se si opta per criteri semplicistici si rischia di definire obiettivi irrealistici e penalizzanti per alcuni Paesi. Ad esempio - ha concluso Bonino - l'Italia e' avanti sul fronte del'idroelettrico e del geotermico, ma ancora molto in ritardo sul fronte dell'eolico e del solare''.


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